sabato 8 luglio 2017

Io mi Ascolto!


 
dott.ssa Mariangela Ciceri
Laurea in Scienze & Tecniche Psicologiche
Counselor Professionista Avanzato
riceve in Alessandria
per appuntamenti telefonare al 347.58.74.157

 
 
In un mondo in cui, complici i social, la comunicazione sembra essere al primo posto nei pensieri dei più, l'ascolto di sé stessi ha perso in parte il suo significato e la sua valenza curativa.
Capita di essere così presi dal bisogno di «postare» e «condividere» informazioni, fotografie, riflessioni da dimenticare e perdere l’abitudine a un altro tipo di comunicazione: quello con noi, o meglio, con la parte più intima di noi.
In alcuni casi quella che non siamo stati abituati ad ascoltare perché, fin da piccoli, nessuno l’ha «ascoltata» o addirittura ne ha permesso l’esistenza.
È quel bagaglio emozionale, esistenziale, esperienziale che possiamo tacitare e «nascondere», che non mostriamo al pubblico, che, a volte, ci difende dalla paure più intime e senza il quale non saremmo ciò che siamo, nel bene e nel male.
Non ascoltarla (la parte più intima di noi) rende «particolare» la nostra esistenza, la modifica, la rende «incompleta», tacitando ciò che vorrebbe trovare un modo per avere la nostra attenzione.
Non perdere di vista questo bagaglio inestimabile tuttavia, richiede esercizio e una costante consapevolezza del presente.
Di quello che siamo, di quello che vogliamo, di quello che progettiamo, di quello che temiamo, di chi o cosa, hanno il potere di cambiare l'opinione che abbiamo di noi, oppure solo metterla in discussione.
L'ascolto interiore spesso è difficile, o lo diventa, quando diamo ampio spazio a quelle che Berne (fondatore dell'Analisi Transazionale) ha chiamato «ingiunzioni»: messaggi che il genitore invia al bambino.
Possono essere verbali ma anche non verbali, razionali e non, ma veicolano una comunicazione forte: inducono il ricevente a pensare di non essere accettato.
Queste, unitamente agli «ordini», frasi dette da genitori consapevoli in modo voluto e che apparentemente sembrerebbero essere in opposizione alle ingiunzioni, possono condizionare pesantemente la percezione di noi costringendoci a comportamenti disfunzionali e penalizzanti.

Sono esempi di ingiunzioni frasi del tipo:
Vorrei non fossi mai nata,
Per colpa tua ho rinunciato a...,
Per prendermi cura di te ho dovuto...,

Mentre gli ordini sono:
Sii perfetto!
Non sbagliare!
Non devi piangere!
Devi essere forte...!

Facendoci sentire inadeguati, ingiunzioni ed ordini vanno a plasmare l'autostima in modo insufficiente, rendendoci schiavi del giudizio esterno (prima genitoriale, poi del marito/moglie, nel lavoro, nelle relazioni), facendoci sentire inadeguati, sbagliati, colpevoli, perennemente alla ricerca di adesione a modelli troppo lontani da ciò che siamo.
Secondo William James tra le componenti del Sé ci sarebbero i Sé attuali: quello materiale, quello sociale, quello spirituale, che assieme ai Sé possibili e potenziali sono costrutti innati dovuti al rapporto tra realizzazione e obbiettivo.
Quando nel tentativo di perseguirli, non prestiamo attenzione a ciò che realmente siamo, solitudine, incertezza ed ansia, possono invadere uno spazio inascoltato.
Imparare l'ascolto di Sé può aiutare a cambiare il modo di giudicarci, di lasciarci giudicare, focalizzare al meglio gli obbiettivi, ipotizzare e adattarsi al cambiamento, definire, descrivere e modificare, quello che nella nostra vita, non funziona.    
 
 
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